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Inflazione: tasso al +1,3% con ricadute di 387,40 Euro annui a famiglia. Urgente un monitoraggio in campo energetico e una revisione di oneri e accise.  

 15/07/2021

L’Istat conferma, a giugno, il tasso di inflazione al +1,3% su base annua. A spingere sull’acceleratore dei prezzi sono, come facilmente prevedibile e come da noi più volte denunciato, i costi dei beni energetici.

Guarda caso, in vista dell’estate, oltre ai beni energetici aumentano anche i costi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona.

Con il tasso di inflazione a questi livelli le ricadute per i cittadini saranno di +387,40 Euro annui a famiglia.

Un andamento che preoccupa fortemente, dal momento che incide significativamente, da un lato sulle condizioni di vita delle famiglie, determinando un aumento del fenomeno della povertà energetica che attualmente interessa l’8,8% delle famiglie, dall’altro sulla ripresa di un settore vitale per la nostra economia, come il turismo.

È urgente che il Governo intervenga con urgenza su tale versante, attraverso un attento monitoraggio dei prezzi e una ormai improrogabile riforma del sistema di tassazione su bollette (a partire da una attenta revisione dei famigerati oneri di sistema) e sui carburanti (con una revisione delle accise e l’adizione di un sistema di accisa mobile).

Inoltre è indispensabile l’avvio di misure a sostegno delle famiglie, attraverso piani di rilancio dell’occupazione e un ripensamento sulla proroga del blocco dei licenziamenti che, come purtroppo avevamo previsto, hanno ripreso con drammatica frequenza.

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