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Energia: l’Arera aggiorna le tariffe +55% per l’elettricità e +41,8% per il gas.

Ancora insufficienti gli interventi del Governo per contenere i rincari: è necessario renderli strutturali.

Come di consueto l’Autorità per l’Energia ha aggiornato le tariffe trimestrali per l’energia elettrica e il gas per il mercato tutelato. Un appuntamento atteso con ansia, soprattutto alla luce delle forti tensioni registrate nel corso dell’ultimo anno in tali settori. Seppure “contenuti” grazie ai ripetuti interventi del Governo, gli aumenti ci saranno e incideranno pesantemente sui bilanci familiari: si prevede, infatti un incremento del +41,8% per il gas e +55% per l’elettricità.

Alla luce di tale andamento la spesa annuale per la bolletta elettrica per una famiglia-tipo sarà di circa 823 euro, con una variazione del +68% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° aprile 2020 – 31 marzo 2021), corrispondente a un incremento di circa 334 euro/anno. Per il gas, invece, la spesa della famiglia tipo ammonterà a circa 1.560 euro, con una variazione del +64% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente, corrispondente ad un incremento di circa 610 euro/anno.

“Cifre che evidenziano quanto sia urgente e necessario agire in maniera strutturale per calmierare i prezzi in questo settore, a partire dalla stabilizzazione delle misure finora adottate su oneri e IVA. – afferma Michele Carrus, Presidente Federconsumatori – È evidente che le dinamiche che determinano questo andamento non sono di breve respiro: per questo non ha senso continuare ad adottare interventi spot, di carattere episodico e limitato, che determinano incertezza per i cittadini, condizionando le loro scelte e le loro abitudini.”

È ora di ripensare la politica energetica del nostro Paese, sostenendo con determinazione la transizione senza però far pesare i suoi costi sui cittadini, specialmente quelli che si trovano in condizioni economiche maggiormente precarie.

Ecco perché, in tale ottica, è indispensabile prevedere misure proporzionate alle condizioni delle famiglie, non facendo pesare gli oneri e la tassazione su tutti gli utenti nella stessa misura, ma prevedendo una progressività in base al reddito, anche attraverso detrazioni proporzionali.

In tema di oneri di sistema, oltre all’adozione di una forma di gradualità è necessario:

  • eliminare le voci obsolete e ingiustificate (ad esempio quella che prevede il sostegno dei regimi tariffari speciali per il servizio ferroviario);
  • applicare l’IVA solo sui costi della materia prima e non su importi già comprensivi di altre tasse;
  • spostare alcuni incentivi (a partire da quello per le energie rinnovabili definito dalla componente Asos) sulla fiscalità generale.

Inoltre, per incidere realmente nella lotta alla povertà energetica e al caro energia, nonché per accelerare il percorso di transizione è fondamentale:

  • Disporre una sospensione, in questa delicata fase, dei distacchi per morosità.
  • L’adozione di una politica degli acquisti di gas ed energia coordinata e gestita a livello europeo, per un approvvigionamento delle risorse più vantaggioso per gli stati membri.
  • L’istituzione dell’albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia in base a parametri che prendano in considerazione solidità e correttezza e soprattutto il loro impegno nel campo dell’energia sostenibile.
  • La valorizzazione di esperienze virtuose in tema di sviluppo sostenibile, quali le comunità energetiche e di solidarietà per il contrasto alla povertà energetica, quale il Banco dell’energia.
  • La ridefinizione del ruolo dell’Acquirente Unico, che dovrà poter continuare ad acquistare energia verde per la pubblica amministrazione.
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