Titolo

R.C. Auto



è questa la polizza obbligatoria in quanto nessun veicolo a motore può circolare senza esserne provvisto e per tale motivo è soggetta a norme di legge speciali (in primis, si veda la legge n. 990 del 1969), oggi confluita nel decreto legislativo n. 206/05, denominato codice delle assicurazioni private. L’obbligatorietà della polizza, come ovvio, espone il consumatore, che non può sfuggire alla conclusione del contratto, alla possibilità di subire vessazioni da parte della compagnia assicuratrice, ed è pertanto un campo dove l’attività delle Associazioni dei Consumatori, soprattutto ma non esclusivamente, è molto attenta. 
È opportuno ricordare che dal 1° luglio 1994 le tariffe delle polizze sono state liberalizzate, mentre fino a tale data venivano stabilite per decreto ministeriale di anno in anno. Il mercato delle assicurazioni da sempre è caratterizzato da una forte vischiosità: l’automobilista è rimasto legato per troppo tempo al proprio assicuratore ed ha rinunciato a ricercare alternative a lui più favorevoli. Ora, dopo la notizia degli aumenti alla fine del blocco delle tariffe con oscillazioni, tra il 2% ad oltre il 30%, del tutto ingiustificate – viste anche le misure adottate per il contenimento delle spese delle compagnie come previsto nel codice delle assicurazioni che stabilisce una riduzione dei costi di risarcimento per microlesioni (da 1 a 9 punti %) nonché altri provvedimenti come l’anagrafe dei sinistri per la prevenzione e la repressione dei fenomeni fraudolenti ed il miglioramento dell’informazione dell’assicurato – è più che mai opportuno iniziare a sfruttare la concorrenza che solo da ora esiste anche in questo settore – e questo grazie anche alla condanna al pagamento di 635 miliardi inflitta ad un “cartello” di 38 compagnie assicurative nazionali, comminata dall’Autorità Antitrust e confermata dal T.A.R. del Lazio il 28 Marzo 2001 e dal Consiglio di Stato con sentenza del 23 aprile 2002 (che ha ridotto a 17 le compagnie sanzionate), premiando, grazie al meccanismo della domanda e dell’offerta, le compagnie che propongono i contratti più vantaggiosi per i consumatori. Al fine di individuare il prodotto – premio e condizioni di polizza – più adeguato alle proprie necessità, il consumatore deve prestare attenzione ad alcune clausole contrattuali, con particolare attenzione alle clausole di rivalsa e le esclusioni come: 
sinistri non coperti (per patente scaduta, mancata revisione del veicolo, guida in stato di ebbrezza o guida sotto l’effetto conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti, guida da parte di giovane con meno di ventisei anni ecc.); 
esclusione della garanzia in caso di sinistro occorso o causato con guida del veicolo assicurato da parte di neopatentato o di familiari ; 
diritto di rivalsa e possibilità di eliminarlo attraverso il pagamento di un sovrappremio; 
franchigia sui rimborsi; 
partecipazione dell’impresa di assicurazione agli accordi esistenti in materia di indennizzo diretto (CID); 
presenza di garanzie accessorie non obbligatorie ( furto-incendio, atti vandalici, ecc.); 
entità dell’aumento del malus in caso di sinistro e possibilità di accollo da parte dell’assicurato per evitare tale aumento. 
Oggi per l’assicurato è più facile scegliere una nuova compagnia. In generale, la disdetta, inviata mediante lettera raccomandata o fax, cui bisogna far seguire racc. a. r., deve essere comunicata almeno 15 giorni prima della scadenza del contratto. Quando però l’assicuratore propone un aumento del premio superiore al tasso di inflazione programmato, la disdetta dell’assicurato ha effetto immediato dalla sua comunicazione anche presso l’agenzia e non necessita del rispetto del termine indicato nel contratto; è pur sempre vero che è meglio esercitare la disdetta con qualche giorno di anticipo, al fine di provvedere alla stipula di un nuovo contratto e pertanto per non incorre in periodi di vacanza di copertura assicurativa. In ogni caso, alla scadenza del contratto l’assicuratore in base al regolamento ISVAP n. 4 dell’agosto 2006 e successive modifiche introdotte con il provvedimento del 21.12.06 n. 2494. La suddetta normativa dispone e regolamenta gli obblighi informativi delle compagnie e le modalità per come adempiere: infatti, è fatto obbligo alle assicurazioni di inviare presso il domicilio dell’assicurato almeno trenta giorni prima della scadenza del contratto l’attestazione del rischio, nonché comunicazione di precise informazioni sulle del premio. 
Che cos’è l’attestazione del rischio? In tale documento è riassunta la storia assicurativa dell’assicurato (classe di merito maturata, sinistri eventualmente causati, etc.). L’attestazione risulta essere uno strumento indispensabile, al fine di poter provvedere a stipulare una polizza con un nuovo assicuratore. 
Sono previsti dal codice delle assicurazioni e dalle richiamate norme regolamentari una serie di obblighi di trasparenza e di informazione a carico dell’assicuratore, quali appunto quelli relativi all’attestazione del rischio, informazioni sulle clausole contrattuali con particolare attenzione alle clausole di esclusione e rivalsa e sulle modifiche del premio. 
L’attestato di rischio vale dodici mesi dalla data del rilascio e la validità più essere prolungata sino a diciotto mesi, purché l’assicurato rilasci apposita dichiarazione di non aver circolato. 
Importante è il diritto di conservazione della classe di merito a favore del proprietario del veicolo oggetto di furto; infatti, ciò è stabilito dalla circolare Isvap 502 del 2003 che testualmente prevede: “in caso di furto totale del veicolo il proprietario può assicurare per la r. c. auto l’eventuale veicolo acquistato in sostituzione del precedente, usufruendo della stessa classe di merito già maturata, purché ne faccia tempestiva richiesta alla propria compagnia, così come stabilito dalla circolare Isvap n. 420/2000. Si dispone che il contraente ha diritto al mantenimento della classe di merito anche presso altro assicuratore purché la stipula avvenga entro un anno dalla data del furto. 
In tali circostanze l’impresa che garantisce il veicolo oggetto di furto è tenuta a rilasciare su richiesta del contraente, entro quindici giorni, l’attestazione sullo stato del rischio relativa all’ultima annualità effettivamente conclusa. 
Il contraente è tenuto a consegnare al nuovo assicuratore oltre all’attestazione di cui sopra, copia di denuncia di furto rilasciata dall’autorità competente nonché ad esibire il precedente contratto assicurativo.” 
Il veicolo oggetto del furto rimane assicurato fino alla naturale scadenza del contratto, pertanto, l’assicurato non può richiedere il rimborso del premio già versato, ciò al fine di garantire eventuali terzi che dovessero rimanere vittime di sinistri provocati dal conducente del veicolo oggetto del furto. 
Il contratto di assicurazione ha validità tra le parti che lo sottoscrivono e ciò non consente il passaggio della copertura assicurativa ad altro soggetto: tale regola non vale per il caso del coniuge con comunione dei beni, in quanto in questo caso viene consentito. È comune, comunque, che alcune compagnie prevedono agevolazioni alle nuove polizze stipulate da familiari dell’assicurato, al solo scopo di trattenere i clienti. 
La normativa vigente, come ribadito dall’ISVAP con la circolare 502/D del 2003, riconosce il diritto di conservazione della classe di merito per l’assicurato in casi specifici e qualora si verificano determinati eventi. La richiamata circolare 502 del 2003 dispone che la compagnia di assicurazione, per adempiere all’esigenza di trasparenza, deve descrivere con necessaria chiarezza, nella nota informativa, i meccanismi contrattuali conformi alla disciplina vigente e richiamati nella circolare 420 del 2000 e successive, che consentono di conservare la classe di merito nei casi di vendita, rottamazione, esportazione definitiva, furto e consegna in conto vendita del veicolo. 
Tale diritto del proprietario può essere fatto valere anche dal coniuge, purché sussista - tra loro - regime di comunione dei beni. 
Di importanza fondamentale è la circolare ISVAP n. 555 del 17 maggio 2005 che prevede una trasformazione dell’indicazione della classe CIP nell’attestazione del rischio, già obbligatoria ex legge, per le clausole bonus/malus o assimilate (bonus/malus con franchigia, ecc.), a partire dalla prima ristampa delle condizioni contrattuali e non oltre il 1° novembre 2005. La classe CIP assumerà il nome di CU (Conversione Universale), da indicarsi obbligatoriamente oltre alla corrispondente classe interna utilizzata dalla impresa di assicurazione sia per le autovetture, ma anche - ed è questa la novità più importante – per i ciclomotori ed i motocicli. 
La stessa circolare determina precisamente i criteri di individuazione della classe di merito CU per i veicoli di prima immatricolazione e per quelli che hanno già circolato e per i quali sino ad oggi non era obbligatorio indicare la classe CIP, regolamentando la corrispondenza della classe di merito di ingresso. 
La circolare citata interviene, inoltre, a tutela degli assicurati in altri ambiti; precisamente la circolare stabilisce che in caso di veicolo lasciato in conto vendita e non venduto, l’assicurato che abbia intenzione di assicurarlo nuovamente ha diritto di conservazione della classe di merito già maturata; estende la tutela dell’assicurato che ha subito il furto del proprio veicolo, determinando un termine di un anno per esercitare il diritto di conservazione della classe di merito maturate ante il furto; pone, altresì, a carico delle imprese di assicurazione, l’obbligo di restituzione del premio pagato e non govuto stabilendone le modalità.