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La disciplina applicabile ai contratti negoziati fuori dai locali commerciali presuppone che si dia una definizione di questi.
Ora, per locale commerciale deve intendersi soltanto la sede dove il venditore esercita abitualmente la propria attività imprenditoriale, esclusi quindi non soltanto i casi classici quali luoghi pubblici (una strada, il mercato, ecc.) o il domicilio dell’acquirente, ma anche tutti quei luoghi aperti al pubblico, quali alberghi, fiere, ecc. di cui il professionista ha la disponibilità momentanea per averli presi in affitto o a qualunque altro titolo che non sia quello di esercitarvi stabilmente l’attività. Si potrebbe anche dire che locale commerciale è in sostanza l’unità locale che risulti tale da una visura camerale.
Rimangono, comunque, esclusi dall’applicazione della normativa in esame, ancorché conclusi fuori da locali commerciali, i contratti di valore inferiore a € 26 o aventi ad oggetto beni immobili, fornitura di alimenti o bevande a domicilio con consegna periodica, assicurazione e valori mobiliari (per questi ultimi esiste comunque la possibilità di recedere in base ad una legge diversa e preesistente).