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Le clausole vessatorie



Come noto, nel 1996 è stata recepita la direttiva comunitaria sulle clausole vessatorie nei contratti intercorsi tra un professionista ed un consumatore, normativa dettata oggi dagli artt. 33 e ss. del Codice del consumo, nel quale si stabilisce l’inefficacia di quelle clausole predisposte dal professionista che, malgrado la buona fede, determinano uno squilibrio significativo delle prestazioni, escluso ogni sindacato sulla convenienza economica del contratto. Ovviamente la disciplina non si applica soltanto alla compravendita, ma è in questa tipologia di contratti che si assiste assai spesso alla presenza di tali clausole. L’art. 33 del Codice del consumo prevede anche un elenco di clausole che si presumono vessatorie, presunzione superabile con la dimostrazione che non vi è alcuno squilibrio o che le stesse riproducono disposizioni di legge (ma non di regolamento) o che sono state contrattate tra le parti. Questo elenco, che non è tassativo ma solo esemplificativo, comprende, per limitarci alle più importanti ed a quelle che si ritrovano abitualmente nella compravendita, le clausole che hanno per oggetto o per effetto di: 
a) limitare o escludere le azioni dei consumatori in caso di inadempimento del professionista; 
b) escludere o limitare la responsabilità del professionista per morte o danno alla persona del consumatore 
c) prevedere che il professionista possa trattenere la somma versata dal consumatore in caso di inadempimento, senza specularmente prevedere che in caso di inadempimento del professionista questi debba restituire il doppio; 
d) prevedere l’adesione del consumatore a clausole che non ha potuto conoscere; 
e) consentire al professionista di modificare le clausole contrattuali senza consenso del consumatore; 
f) stabilire che il prezzo sia determinato al momento della consegna; 
g) consentire al professionista di aumentare il prezzo senza prevedere in tal caso il diritto di recedere per il consumatore; 
h) riservare al professionista il potere di accertare la conformità del bene; 
i) limitare o escludere la possibilità di opporre l’eccezione di inadempimento; 
j) le clausole compromissorie. 
La vessatorietà può essere eccepita al venditore ed eventualmente fatta accertare dal giudice, anche mediante le azioni collettive esercitabili da parte delle Associazioni dei Consumatori (anche la Camera di Commercio può svolgere un ruolo di verifica della vessatorietà delle clausole). In ogni caso il foro di competenza stabilito inderogabilmente dalla legge è quello di residenza del consumatore.