Titolo

La patente a punti



Il sistema della patente a punti non rientra nelle norme del sistema sanzionatorio del codice della strada, tanto che è stato inserito dopo l’art. 126 c.d.s (art. 126/bis) che obbliga i titolari di patente al rinnovo del documento entro un periodo determinato dall’età del titolare, dal tipo di patente e/o dalle condizioni fisiche del soggetto. È quindi una verifica degli organi competenti sul possesso dei requisiti del titolare di patente basata sulla detrazione di punti legata all’accertamento di infrazioni commesse dallo stesso alle norme di comportamento del codice della strada. L’azzeramento dei punti comporta per il soggetto interessato un nuovo esame psico – fisico ed attitudinale ai sensi art. 128 c.d.s. 
Dal 01/07/03 la violazione di una serie di norme del c.d.s comporta la decurtazione del punteggio iniziale assegnato che è di venti punti per i titolari di patenti vecchie e nuove. 
Per quanto riguarda le modalità d’accertamento delle violazioni all’art. 126/bis c.d.s., rilevato che l’infrazione ad una norma del comportamento del c.d.s. determina la decurtazione di punteggio l’agente di polizia stradale annota nel verbale la quantità punti decurtati. La decurtazione vale per un massimo di 15 punti ad eccezione delle infrazioni per le quali è prevista la sanzione accessoria della sospensione o revoca della patente di guida. La decurtazione di punteggio si applica anche per violazioni che comportano sanzioni accessorie. 
La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione del trasgressore (p. e. autovelox), la segnalazione deve essere effettuata a carico del proprietario del veicolo, salvo che lo stesso non comunichi entro 30 giorni dalla richiesta all’organo di polizia che procede i dati personali e della patente del conducente al momento della violazione (anche se questa norma è stata modificata da una sentenza della Corte costituzionale come indicato in seguito). 
Se il proprietario risulta una persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati entro lo stesso termine all’organo di polizia. Se il proprietario del veicolo omette di fornirli, si applica a suo carico la sanzione amministrativa prevista dal comma 8 art. 180 c.d.s., come riformato a seguito della sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato parzialmente illegittima la norma nelle parte in cui prevedeva che i punti fossero detratti al proprietario del veicolo se persona fisica (ed anzi proprio recentemente è stato finalmente adottato il provvedimento che consente l’automatico riaccredito dei punti a coloro che se li fossero visti illegittimamente decurtare prima della sentenza della Corte costituzionale). 
Successivamente, il comando dell’accertatore, entro 30 giorni dalla data in cui acquisisce la notizia della definizione del contenzioso amministrativo per la violazione, dà notizia della detrazione di punteggio – per via telematica - all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. 
Il contenzioso è definito, come meglio si vedrà in seguito, quando: 
1. nei 60 giorni successivi alla contestazione o notificazione il trasgressore effettua il pagamento ridotto o non paga e non fa ricorso. In questo specifico la sanzione pecuniaria è raddoppiata rispetto al valore minimo edittale e la riscossione da parte dell’ente creditore avviene mediante ruolo; 
2. il ricorso al Giudice di pace è respinto e non vi è ricorso in Cassazione; 
3. sono respinti il ricorso al Prefetto, l’opposizione al Giudice di pace e non vi è ricorso per Cassazione. 
Il recupero dei punti detratti può avvenire, se il punteggio non è esaurito, con la frequenza a corsi organizzati dalle autoscuole o dal dipartimento dei trasporti: questo sistema comporta un recupero di sei punti. Per i titolari di certificato di abilitazione professionale e patente B – C – C+ E – D – D +E , la frequenza di specifico corso comporta un recupero di nove punti. Per i titolari di patenti rilasciate dopo il 01 ottobre 2003 che non siano già titolari di patente B o superiore i punti da detrarre sono raddoppiati per i primi tre anni. Inoltre, salva la perdita totale di punteggio se il titolare di patente non commette violazioni che comportano la decurtazione nell’arco di due anni rientra in possesso dei venti punti iniziali. 
Bisogna poi tenere presente che per i titolari di patente con almeno 20 punti, la mancanza, per il periodo di 2 anni della violazione di norme di comportamento da cui derivi la decurtazione di punteggio, determina l’attribuzione di un credito di due punti fino ad un massimo di 10 punti. 
Nel caso di sanzioni cui consegua la perdita totale del punteggio il titolare della patente deve sottoporsi ad esame di idoneità tecnica ai sensi art. 128 c.d.s. – esame fisico ed attitudinale con le seguenti modalità: 
a) il dipartimento dei trasporti ricevuta comunicazione adotta il provvedimento entro 30 giorni dall’acquisizione della comunicazione; 
b) l’organo di polizia notifica il provvedimento che contiene l’ingiunzione per il titolare a sottoporsi ad esame entro 30 giorni;
c) la non ottemperanza comporta la sospensione della patente; 
d) il provvedimento è notificato dall’organo di polizia che provvede contestualmente al ritiro ed alla conservazione della patente.