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La disdetta della polizza



Per disdettare una polizza non è sufficiente smettere di pagare il premio, che causerebbe solo un’automatica privazione della garanzia assicurativa e inadempimento contrattuale da parte dell’assicurato con tutto ciò che ne deriva, ma è necessaria invece una formale comunicazione scritta prima della scadenza prevista. La legge non prevede un termine entro il quale deve essere inviata la disdetta, per cui occorrerà esaminare quanto prevede la polizza tenendo ben presente che la mancata disdetta o la disdetta fuori dai termini previsti, comporta come conseguenza il rinnovo automatico del contratto (tuttavia in questo caso il contratto prorogato non potrà avere una durata superiore a due anni). Tale tacito rinnovo, in ogni caso, dovrà essere previsto specificamente nel contratto di polizza, altrimenti il contratto ha la durata prevista. 
La legge prevede, inoltre, che i diritti derivanti dal contratto di assicurazione si prescrivono in un anno, fatta eccezione per il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione stradale, per il quale è prevista una prescrizione di due anni( ciò vale solo per i danni fisici conseguenza del sinistro, mentre per i danni materiali a cose si applica la regola di prescrizione generale annuale). Per evitare di far decorrere i termini e trovarsi sforniti di ogni diritto a causa della prescrizione, è necessario interromperla mediante comunicazione scritta (raccomandata a/r) anche se non vi sono specifiche comunicazioni da fare all’assicuratore. Tale economica accortezza tutela l’assicurato affinché possa essere risarcito dei danni subiti: a nostro dire, la prescrizione annuale costituisce una forma di tutela alle compagnie di assicurazione, in quanto il mancato esercizio del diritto entro l’anno fa venir meno il diritto stesso. È auspicabile un intervento del legislatore, al fine di estendere il periodo di prescrizione, in maniera di meglio tutelare l’assicurato, che è sempre la parte contrattualmente più debole.