Titolo

L'utenza dell'energia elettrica



Per quanto riguarda le utenze riguardanti l’energia elettrica bisogna considerare che i contatori dei relativi consumi sono installati a domicilio dell’utente e sono pertanto più facilmente controllabili rispetto a quanto avviene, come abbiamo visto, per il servizio telefonico. Eventuali controversie relative alla fatturazione sono quindi più semplici e comprovabili in quanto si possono basare sull’oggettivo riscontro delle letture dei contatori. Le vigenti norme tariffarie in materia di utenza elettrica prevedono alcune agevolazioni per l’abitazione ove l’utente risiede (prima casa) che, se non correttamente applicate dalla società fornitrice, potranno essere richieste dal singolo utente, allegando il relativo certificato di residenza. 
Enel costituisce il fornitore di energia elettrica per la maggior parte degli italiani, ma gli standard minimi che tutti gli operatori devono osservare, sono stati stabiliti dall’Autorità per l’energia e per il gas. In caso di trasloco è necessario in primo luogo contattare il gestore per provvedere a chiudere il contratto esistente e attivarne uno nuovo; in alcuni casi la disdetta del contratto esistente può essere evitata se il nuovo residente richiede la voltura a suo nome (discorso valevole anche per le utenze di acqua e gas). Se l’abitazione in cui si va ad abitare è già allacciata alla rete di distribuzione ed era presente una fornitura di potenza pari o superiore a quella richiesta, l’intervento della società si limita all’attivazione del contatore. Occorre prestare maggiore attenzione se nell’abitazione è ancora attiva la fornitura di energia elettrica (voltura). In tal caso, infatti, bisogna rilevare la lettura del contatore, possibilmente insieme all’utente precedente che provvederà a pagare gli ultimi consumi. Se invece è necessario realizzare una nuova fornitura, allora si dovrà pagare anche un contributo di attivazione. In questo caso i tempi per i lavori, stabiliti dall’Autorità, prevedono che il preventivo debba essere presentato al cliente entro e non oltre 40 giorni lavorativi, e i lavori debbano essere completati entro 60 giorni dall’accettazione del preventivo. 
I fornitori di energia elettrica sono tenuti, inoltre, ad eseguire la lettura del contatore almeno una volta all’anno o due se non vi è la possibilità di effettuare la telelettura da parte dell’utente. Nel caso in cui si riceva una bolletta di conguaglio superiore al 150% delle normali bollette, si ha la possibilità di richiederne il pagamento rateale. Il pagamento deve avvenire nei termini indicati e comunque devono trascorrere almeno 20 giorni tra l’emissione delle bollette e la data ultima del pagamento; se l’utente non paga nei termini previsti il fornitore non può sospendere l’erogazione immediatamente, ma deve prima inviare un sollecito al cliente e solo in seguito il servizio potrà essere sospeso. In caso di riattivazione, al cliente potranno essere addebitati i costi di sospensione e riattivazione. Il tasso di mora applicato ai clienti debitori è pari al tasso ufficiale di sconto maggiorato del 3,5%. Per la regolamentazione nel dettaglio dell’erogazione si fa riferimento (come per acqua e gas) alla Carta dei Servizi che molte aziende hanno ormai adottato, dove si trovano tutti gli standard minimi da rispettare e le eventuali penali a carico della società per ritardi non giustificati. 
Molto importante è l’accordo raggiunto nel mese di agosto 2006, sotto gli auspici dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, tra ENEL e tutte le Associazioni presenti nel CNCU per quanto riguarda la procedura di conciliazione paritetica, su base volontaria e gratuita, delle controversie. Si tratta di una procedura, avviata in via sperimentale per sei mesi nel gennaio 2007 nel solo Piemonte, che si svolge interamente on line. Essa riguarda, secondo quanto prevedono il Protocollo recante le linee guida ed il Regolamento di conciliazione, tre tipi di controversie: quelle legate alla ricostruzione dei consumi a seguito del malfunzionamento del contatore, quelle nate da fatture di importi anomali rispetto alla media di quelli fatturati al cliente nei due anni precedenti e quelle derivanti dalla gestione della riduzione di potenza o del distacco della fornitura per morosità. Inoltre, nel periodo di sperimentazione, dopo una prima, necessaria fase di reclamo scritto, potranno ricorrere alla conciliazione i clienti con contratti per uso domestico e condominiale fino a 15 kilowatt e i clienti con consumi effettivi di gas non superiori ai 50.000 metri cubi nell’anno precedente l’avvio della procedura. Naturalmente se il consumatore non accetta la proposta di transazione potrà sempre rivolgersi in un momento successivo al giudice ordinario.