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L'attivazione di servizi non richiesti



Per quanto riguarda l’attivazione di ulteriori servizi telefonici, o la modifica del piano tariffario, senza la richiesta dell’abbonato, in questa sede basti specificare che tale pratica costituisce una vera e propria modifica, di fatto unilaterale, del rapporto contrattuale che lega il gestore ai propri abbonati, attivando un servizio (in molti casi più oneroso) che l’utente non ha mai richiesto e lasciando a quest’ultimo l’eventuale onere di ripristinare l’originario stato delle cose. 
Uno dei principi cardine del nostro ordinamento giuridico (art. 1321 c.c.) stabilisce che per modificare un rapporto contrattuale occorre la volontà concorde dei soggetti che sono parti del rapporto stesso. Di conseguenza tali arbitrarie modifiche, se non sono specificatamente richieste dall’abbonato (o da lui accettate con specifica sottoscrizione), configurano ai danni dei gestori di telefonia una responsabilità sia di tipo precontrattuale (mancanza di buona fede nell’offerta negoziale di servizi aggiuntivi) che di carattere contrattuale (modifica unilaterale di un negozio bilaterale), esplicatesi in una grave violazione del dovere d’informazione e di buona fede nell’esecuzione del contratto imposto dall’art. 1375 c.c.