Titolo

Il sistema sanzionatorio accessorio



L’art. 210 precisa che quando le norme del codice della strada dispongono che ad una sanzione amministrativa pecuniaria consegue una sanzione accessoria questa si applica di diritto secondo le norme del titolo VI sezione II. Di seguito vediamo le principali sanzioni accessorie previste nel codice. 
Il fermo amministrativo opera quando il codice della strada lo contempla come sanzione accessoria (quindi complementare alla principale) e si concretizza col fermo del veicolo col quale è stata commessa la violazione per un determinato periodo di tempo determinato dallo stesso codice - ad esempio la guida senza patente perché mai conseguita comporta il fermo del veicolo per tre mesi. 
Ai sensi art. 214 modificato dalla legge n. 326 del 2003, l’agente od il comando affidano il veicolo sottoposto a fermo al proprietario od in subordine al genitore o tutore con l’obbligo di custodirlo in luogo privato e trattengono il documento di circolazione. Del fermo è fatta annotazione nel verbale ed al momento della restituzione è redatto verbale nel quale si dà atto anche della restituzione del documento. 
Se il proprietario o il genitore rifiutano la custodia del veicolo si applicano le disposizioni della legge n. 326 del 2003 che disciplinano il fermo ed il sequestro dei veicoli che consistono nell’applicazione di una sanzione accessoria a carico del proprietario che rifiuta di custodire il veicolo fermato. 
Circa la sanzione accessoria del sequestro amministrativo del veicolo (che è provvedimento finalizzato alla confisca del stesso veicolo quindi all’acquisizione da parte dello Stato) l’organo di polizia affida il veicolo al proprietario che ha l’obbligo di custodirlo fino al provvedimento di confisca da parte del Prefetto poi di portarlo nel luogo indicato dall’ordinanza dello stesso Prefetto. 
Il rifiuto della custodia o del trasporto da parte del proprietario comporta per lo stesso una sanzione amministrativa come determinato dalla legge n. 326 del 2003 e comporta altresì l’obbligo per l’organo di polizia che ha accertato l’infrazione di depositare il veicolo presso una ditta individuata dal Prefetto. Il titolare od il legale rappresentante della ditta sarà entro un breve periodo il nuovo intestatario del veicolo e lo alienerà o lo rottamerà a seconda delle condizioni del mezzo trattenendo le spese e versando il rimanente della somma ricavata allo Stato. 
Nella ipotesi di sanzione accessoria di revoca della patente (art. 218 comma 6) l’organo di polizia ne dà comunicazione al Prefetto entro 5 giorni; questi, qualora ritenga fondato l’accertamento, emette ordinanza di revoca (che notifica l’organo di polizia) e ne dà comunicazione alla Prefettura di residenza dell’interessato e all’ufficio del dipartimento dei trasporti. 
L’interessato non può conseguire una nuova patente se non è trascorso almeno 1 anno dall’esecutività del provvedimento di revoca. Il provvedimento di revoca della patente per la perdita dei requisiti psico-fisici è definitivo. 
Alcune infrazioni comportano poi sanzioni di carattere accessorio – sospensione della patente – se ripetute in un determinato periodo di tempo. Queste infrazioni sono: 
1 – art. 145 - per tutte le infrazioni alle norme che disciplinano la precedenza – per due infrazioni commesse in due anni sospensione della patente da 1 a 3 mesi; 
2 – art. 146 comma 3 – conducente che prosegue la marcia nonostante le segnalazioni del semaforo o dell’agente preposto al traffico lo vietino – due infrazioni commesse in due anni comportano la sospensione della patente da 1 a 3 mesi; 
3 – art. 172 – mancato uso delle cinture di sicurezza o dei sistemi di ritenuta - due infrazioni commesse in due anni comportano la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. 
L’organo di polizia che accerta l’infrazione a contenzioso concluso segnala l’infrazione alla Prefettura competente per territorio. Alla seconda infrazione, la competente Prefettura, con ordinanza motivata e debitamente notificata, sospende la patente a chi ha commesso più infrazioni per le violazioni indicate sopra. Contro l’ordinanza è possibile il ricorso gerarchico al Ministero competente.