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Il canone Tv



Il canone TV è forse una delle imposte, benché di importo non particolarmente elevato, più contestate ed è dovuta in ragione del mero possesso di un apparecchio televisivo nella propria abitazione, a nulla rilevando che l’utente si serva o meno del servizio radiotelevisivo pubblico e perfino nell’ipotesi che l’impianto sia ubicato in una zona in cui i canali RAI non siano visibili. Unico modo per non pagare il canone, oltre ovviamente a vendere l’apparecchio, è quello di chiedere che esso venga sigillato. Va precisato che l’esistenza di un’antenna nella casa, secondo la legge degli anni Trenta che ancora regolamenta l’imposta, fa presumere il possesso di un televisore e ciò giustifica la richiesta che la SAT, società torinese incaricata di gestire gli abbonamenti, spesso invia a chi non ha mai pagato il canone, riservandosi, nel caso in cui non pervenga alcuna comunicazione, di compiere accertamenti. 
Spesso avviene, soprattutto quando decede una persona anziana sola, che gli eredi si dimentichino di disdire l’abbonamento o di intestarlo a chi subentra nell’appartamento e nella proprietà del televisore, oppure lo facciano in modo incompleto, magari limitandosi a comunicare il decesso. Questa disdetta però non è corretta e l’erede si vedrà richiedere l’anno successivo il canone arretrato con sanzioni e interessi: infatti, poiché si tratta di una tassa di possesso sul bene “televisore”, fondamentale è indicare se questo è stato distrutto, acquisito da altra persona già titolare di un suo abbonamento o venduto, indicando in tal caso anche le generalità dell’acquirente. 
Il canone è dovuto una volta sola a prescindere dal numero di apparecchi posseduti ed anche dal numero di abitazioni in cui questi sono ubicati: dal 1990, infatti, per la seconda casa non è più dovuto un canone supplementare. Il canone TV copre quindi tutti gli apparecchi detenuti dal titolare dell’abbonamento e da tutti coloro che fanno parte del nucleo famigliare risultante nei registri dell’anagrafe. Ciò significa che un apparecchio televisivo nella seconda casa non comporta il pagamento di un canone aggiuntivo ed anche il figlio che abiti per conto proprio ma faccia parte del nucleo famigliare paterno non deve pagare un ulteriore abbonamento.