Titolo

Il bollo auto



Altra tassa di possesso, il bollo auto è dal 1983 legato alla semplice proprietà di un veicolo, a prescindere dall’utilizzazione che se ne faccia, e comporta l’obbligo di pagamento in base ai Kw di potenza del motore secondo cifre che variano tra le singole Regioni. I presupposti per il pagamento della tassa sono due, ovvero la proprietà e il possesso, non essendo tenuto al pagamento colui per il quale non ricorrono entrambe le situazioni soggettive. In altri termini, l’obbligo di pagare il bollo cessa, oltre che con la vendita, con la presa in carico da parte del concessionario cui sia stato consegnato con procura a vendere l’usato, ovvero con il furto dell’auto. Per la verità fino all’approvazione della legge n. 449 del 1997 per l’Amministrazione Tributaria facevano fede soltanto le registrazioni al PRA per cui a nulla rilevava il fatto di aver subito il furto se non era stata chiesta al Pubblico registro la cancellazione. Ora, adeguandosi ad una giurisprudenza consolidata, il legislatore con la legge citata e poi il Ministero con la circolare 122/E sono intervenuti stabilendo che chi riesca a provare con atto di data certa, come una denuncia di furto, la perdita di possesso dell’auto non è tenuto a versare il bollo quand’anche non abbia provveduto a cancellare l’iscrizione al PRA. Inoltre la legge chiarisce oggi che la richiesta di trascrizione della vendita, per la quale occorre almeno una dichiarazione di vendita con sottoscrizione autenticata, deve essere effettuata a cura dell’acquirente entro 60 giorni dalla stipula. Si osservi però che, grazie all’entrata in vigore della legge sulla competitività e, secondo quanto afferma una circolare esplicativa dell’Aci, per i veicoli nuovi che rientrano nella procedura prevista dal cosiddetto Sportello telematico dell’automobilista (Sta), la dichiarazione di vendita notarile sottoscritta dal venditore, può essere sostituita da una semplice domanda di registrazione senza necessità di autentica della firma. Alla certificazione notarile dovranno ricorrere per l'immatricolazione tutti gli altri veicoli che non sono gestiti con il sistema informatico Sta. Le altre novità riguardano i passaggi di proprietà dei veicoli usati, ma bisogna attendere un apposito regolamento: per i veicoli (inclusi nelle procedure Sta), infatti, sino ad un valore commerciale di 25 mila euro, l’autentica notarile potrà essere effettuata anche dai funzionari degli sportelli telematici. Infine, su questo punto, è comunque da ricordare che il c.d. decreto Bersani ha previsto che la sottoscrizione e gli atti relativi al trasferimento di beni mobili registrati possono essere richiesti agli uffici comunali (anagrafe) o agli sportelli telematici dell’automobilista che devono evadere la pratica in giornata e senza alcun costo, salvi i diritti di segreteria. 
Vi sono alcuni casi di esenzione dall’obbligo di pagare il bollo e riguardano tre situazioni particolari: le giacenze dei rivenditori, i portatori di handicap titolari di un veicolo speciale e le auto storiche con più di trenta anni. 
Chi riceve una richiesta di pagamento di un bollo arretrato deve tenere presente anzitutto che vi è un termine di prescrizione di tre anni oltre l’anno in corso, termine che vale però per l’Ufficio delle Entrate al fine di emettere il processo verbale di accertamento e avviso di liquidazione, mentre successivamente a tale atto riprendono i termini normali di prescrizione. Qualora la richiesta sia in termini ma il bollo sia già stato pagato o non sia dovuto perché ad esempio era stato denunciato il furto dell’auto o questa era stata demolita, è possibile ricorrere entro trenta giorni presentando la relativa documentazione di data certa (ad esempio, atti pubblici, denuncia di furto, ecc.) all’ACI, per la prima richiesta, quando ancora non è stato emesso il verbale di accertamento, successivamente all’Agenzia delle entrate. Se questa rigetta il ricorso ed emette la cartella esattoriale, sarà possibile entro ulteriori trenta giorni dalla notifica ricorrere alla Direzione Regionale delle Entrate, la cui decisione potrà essere impugnata soltanto davanti l’Autorità Giudiziaria. La circolare 122/E stabilisce inoltre che spetta a chi riceve la documentazione, se questa dimostra l’avvenuta perdita di possesso, aggiornare gli archivi dell’Amministrazione per evitare il reiterarsi delle richieste per gli anni successivi. Occorre infine ricordare che il periodo minimo di imposta è il quadrimestre per cui, se l’auto è stata rubata nel mese di maggio, sarà comunque interamente dovuto il secondo quadrimestre.