Titolo

I servizi postali



I servizi postali - per ciò che concerne la spedizione relativa alla posta ordinaria, posta prioritaria, posta raccomandata, assicurata ed ai pacchi ordinari - sono regolati dalla Carta dei Servizi c.d. “Carta della Qualità” delle Poste Italiane, emanata con Decreto del Ministro delle comunicazioni del 26/02/2004 sulla base del d.p.r. 29 marzo 1973 n. 156 (“testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni”). 
È infatti quest’ultima la normativa tuttora principale nella definizione dei rapporti contrattuali tra società che gestisce il servizio postale ed utenti. Va tuttavia ricordato che l’evoluzione normativa di questo settore negli ultimi anni avvenuta in Italia, sulla spinta di processi di liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici portati avanti a livello comunitario, è stata indirizzata principalmente ad evidenziarne la natura imprenditoriale: l’Amministrazione Postale è così stata dapprima trasformata in Ente Pubblico Economico con d.l. n. 487/93 convertito in l. n. 74/94 e quindi in società per azioni con delibera CIPE del 18/12/97. A ciò si deve aggiungere un'altra notazione: con il d.lgs. n. 261/99 è stata recepita la direttiva 97/67/CE concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio” con la quale si è inteso dettare qualche regola per la fornitura dei servizi postali, nel dichiarato intento di migliorarne la qualità, prevedendo in particolare la progressiva apertura alla concorrenza ed al contempo fissando i parametri per creare un’area che ricomprende il servizio universale, inteso come insieme minimo di servizi di qualità predeterminata a prezzi accessibili a tutti a prescindere dalla ubicazione geografica. Quest’ultimo nel caso specifico, viene a ricomprendere la fornitura di alcune prestazioni (invii fino a 2 Kg., pacchi fino a 20 Kg, raccomandate ed assicurate) a tutti gli utenti ovunque ubicati ed a prezzi accessibili, garantendo la raccolta e la distribuzione della posta per almeno cinque giorni la settimana in continuità per tutto l’anno. Ebbene, il gestore del servizio universale, che, in sede di prima applicazione, per quanto riguarda l’Italia, è stato individuato dal Ministero delle Comunicazioni in Poste Italiane S.p.a., beneficiario di una concessione della durata di quindici anni, gode di un’area di riserva, sottratta alla concorrenza, che nel nostro ordinamento è stata fissata nel massimo consentito dalla direttiva, ovvero invii fino a 350 gr di peso nonché raccomandate e assicurate. Per questi servizi, perciò, Poste italiane opera ancora in regime di monopolio. 
E’ stata creata, inoltre, presso il Ministero delle comunicazioni, l’Autorità nazionale di regolamentazione del settore postale. L’Autorità partecipa all’elaborazione delle normative comunitarie e provvede alla predisposizione della normativa in materia postale; verifica il corretto svolgimento del servizio postale da parte del fornitore del servizio universale nonché il rispetto della disciplina da parte di tutti gli operatori del settore.
Infine, l’Unione europea ha inoltre emanato una nuova direttiva, la 2002/39/CE del 10 giugno 2002, allo scopo di proseguire sulla strada della liberalizzazione del settore fino a realizzare, nel 2009, un mercato dei servizi postali in piena e libera concorrenza. 
La Carta della Qualità dei servizi postali, dunque, fissa unicamente gli obiettivi relativi ai tempi di consegna delle spedizioni, considerando che il rispetto degli obiettivi di qualità dipenda dalla completezza di indirizzo e di affrancatura, nonché dall’esattezza del Codice di Avviamento Postale delle spedizioni, tutti oneri a carico, ovviamente, dell’utente. Non sono ammesse spedizioni dai contenuti potenzialmente dannosi e pericolosi ovvero in contrasto con le disposizioni di legge vigenti. Relativamente ai prodotti di Corrispondenza l’invio di denaro, preziosi e titoli può avvenire solo con Posta Assicurata, dichiarando il relativo valore. Relativamente al settore Pacchi l’invio di denaro, preziosi, titoli e armi può avvenire esclusivamente attraverso i prodotti Pacco Ordinario Assicurato (per spedizioni dirette in Italia) e Pacco Valore (per spedizioni dirette all’estero), dichiarando il relativo valore e, nel caso di spedizione di armi, solo dietro autorizzazione del Ministero degli interni. 
Poste Italiane, qualora non riuscisse a rispettare gli obiettivi di qualità dei prodotti contenuti in questa Carta della Qualità, si impegna a: 
• trattare il reclamo e comunicarne l’esito al cliente entro 40 giorni lavorativi (ad eccezione del Pacco Ordinario per l’estero e del Pacco Valore per l’estero per i quali, in base agli accordi internazionali dell’Unione Postale Universale, sono previsti tempi di risposta di 60 giorni e ad eccezione dei prodotti di corrispondenza diretti all’estero la cui trattazione rispetterà le tempistiche stabilite dagli accordi internazionali vigenti); 
• estendere a tutto il territorio nazionale la procedura di conciliazione per le risoluzioni extragiudiziali delle controversie con la clientela concordata con le Associazioni dei consumatori, secondo quanto previsto dall’art. 14 del D. lgs. n. 261 del 1999. 
Il reclamo deve essere presentato dal mittente o da un suo delegato e può essere presentato presso ogni Ufficio Postale, scrivendo all’apposita casella postale 160 – 06100 Perugia, contattando il numero verde 803 160 oppure compilando e inviando on-line la lettera di reclamo reperibile al seguente indirizzo web: http://www.poste.it/azienda/posterisponde/letteradireclamo.shtml . 
Bisogna considerare che dei veri e propri rimborsi per ritardi o disservizi sono previsti unicamente nei casi di posta raccomandata, assicurata, telegramma e pacchi, negli altri casi nulla è dovuto perché, secondo l’erogatrice del servizio, l’eventualità di un risarcimento è collegata ai prodotti postali dei quali sia possibile determinare in modo certo i dati relativi a spedizione, destinazione e consegna. 
Del resto anche per le categorie di prodotti che beneficiano di una previsione di rimborso è previsto un limite risarcitorio. Infatti, l’entità del rimborso indicativamente può corrispondere (salvo i casi di assicurata) al mero costo sostenuto per la spedizione oppure al doppio (nel caso di telegrammi e fax) ovvero una cifra forfetaria pari a 25,82 euro negli altri casi. 
La giurisprudenza della Corte costituzionale ha affrontato diverse volte la questione dell’esiguità dei rimborsi stabiliti, alla luce dell’art. 6 del già citato d.p.r. 29 marzo 1973, n. 156 (testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni) il quale stabilisce espressamente che «l’amministrazione non incontra nessuna responsabilità per i servizi postali, di bancoposta e di telecomunicazioni, fuori dei casi e dei limiti espressamente stabiliti dalla legge». Infatti questo articolo costituisce chiaramente, in modo analogo a quanto si è visto avvenire per la responsabilità del gestore del servizio ferroviario (vedi capitolo II) un privilegio residuale giustificabile finché le Poste erano un’Amministrazione dello Stato, ma assolutamente ingiustificabile dopo l’apertura del mercato e il processo di privatizzazione in atto. Ebbene, la Consulta, oltre ad ampliare le ipotesi in cui è dovuto un rimborso per tardivo recapito, ha stabilito con una pronuncia interpretativa di valenza generale che il suddetto articolo si deve appunto interpretare nel senso che esiste l’esclusione di responsabilità in capo all’amministrazione postale se e solo se la stessa ha seguito correttamente le disposizioni che regolano l’erogazione del servizio. Sulla base di questa interpretazione alcuni giudici di pace hanno ritenuto di condannare le Poste Italiane a rimborsi superiori rispetto ai massimi previsti o per casi diversi da quelli indicati nella carta dei servizi, benché la giurisprudenza della Cassazione si presenti ancora più severa ed ancorata all’applicazione letterale del vecchio testo unico.