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I prodotti d'investimento



Esistono diverse categorie di soggetti che hanno bisogno di capitali e per contro altre categorie di soggetti che hanno del denaro, in più dei loro bisogni, da mettere da parte cioè da investire. 
Per mettere in collegamento le necessità dei primi con i bisogni dei secondi sono nati i mercati e tanti intermediari bancari e finanziari. 
Basta sfogliare le pagine di un giornale finanziario per renderci conto che i prodotti finanziari sul mercato sono moltissimi, addirittura migliaia. 
Il compito che svolgono gli intermediari è delicatissimo in quanto trattano i soldi dei risparmiatori che devono essere difesi dai grossi rischi e dagli imbrogli. 
Molti risparmiatori hanno subito perdite di capitale e sono rimasti amareggiati per aver seguito i consigli di alcuni intermediari finanziari. Questo è dipeso da scelte sbagliate, dovute alla mancanza di preparazione del risparmiatore stesso oppure dall’offerta di prodotti complicatissimi spiegati in modo non comprensibile, per mancanza di preparazione dell’intermediario, o peggio illustrati con fraudolenza. 
Sentiamo spesso parlare di bond e di obbligazioni. Sono la stessa cosa: bond è la traduzione inglese della parola obbligazione. 
Dobbiamo però ricordare una cosa che spesso viene sottaciuta quando si parla di obbligazioni bisogna sempre ricordare che si tratta di un “prestito obbligazionario” Si tratta dunque di un ente, di una società, un istituto di credito o di uno stato che chiede ai risparmiatori un “prestito”. 
Bisognerebbe chiedersi perché viene richiesto questo prestito. Le motivazioni della richiesta possono essere essenzialmente di due tipi: 

· Necessità di ampliare l’attività con l’acquisto di nuove attrezzature, lo studio di nuovi prodotti o altro. 
· Oppure la società e’ in crisi di liquidità e per far fronte a questo bisogno ricorre alla richiesta di prestiti. 

Nel primo caso la strategia dell’azienda può avere Successo oppure il contrario nel secondo la richiesta può nascondere l’esistenza di debiti e il prestito può essere richiesto per sanarli con la speranza di uscire dal problema o semplicemente per allontanare la data del fallimento. 

Le obbligazioni possono essere di diversi tipi: 

· emesse dallo stato italiano: 

Bot - buoni ordinari del tesoro (tasso fisso) con scadenze prefissate a tre, sei e dodici mesi. Non prevedono cedole e il rendimento è dato dalla differenza tra il prezzo d’acquisto e il valore nominale di 100 a cui viene rimborsato. commissione di sottoscrizione va dal 0,10 al 0,30%+ eventualmente lo 0,05 come rimborso commissione d’asta. 
Btp - buoni del tesoro poliennali (tasso fisso) con scadenze comprese fra i due e trent’anni commissione di sottoscrizione 0,50% solo se acquistati sul mercato, cioè dopo il momento del loro collocamento. 
Cct - certificati di credito del tesoro (tasso variabile) con cedola semestrale emessi con durata settennale. commissione di sottoscrizione 0,50% solo se acquistati sul mercato, cioè dopo il momento del loro collocamento. 
Ctz - certificati del tesoro zero coupon (rimborso a scadenza) con durata dai 18 ai 24 mesi. Privi di cedole. Il rendimento è determinato tra il prezzo d’acquisto e il valore nominale di rimborso. commissione di sottoscrizione 0,50% solo se acquistati sul mercato, cioè dopo il momento del loro collocamento. 

· emessi da aziende italiane o straniere (corporate bond) 

In alcuni casi i titoli emessi possono avere una valutazione di affidabilità relativa alle possibilità di rimborso. Per questo le società emittenti i titoli chiedono alle agenzie di “rating” di attribuire loro una “valutazione” ma sono sempre le società richiedenti la valutazione stesse a fornire i dati, ufficiali e confidenziali. Le valutazioni dunque dipendono dalla qualità delle informazioni messe a disposizione. Le agenzie di rating non sono vigilate da alcun ente indipendente. 
Non esistono regole che disciplinino le loro attività. Nel famoso caso americano riguardante la società Enron sia Moody’s sia Standard & Poor’s fino a cinque giorni prima della dichiarazione di fallimento hanno mantenuto sull’azienda un giudizio di “investment grade” e cioè, secondo loro, l’azienda aveva una capacità di rimborso solida e adeguata. Da ricordare che la Enron è fallita per 70 miliardi di dollari. (140.000 miliardi di lire). Per Parmalat è successa la stessa cosa: Standard & Poor’s ha abbassato il giudizio sulla società solo dopo il mancato rimborso della obbligazione da 150 milioni di euro. Da ricordare che la Parmalat ha in corso obbligazioni per 14.500 milioni di euro. (28.000 miliardi di lire). Le agenzie di rating più importanti, nel Mondo, sono 3: 
MOODY’S 
STANDARD & POOR’S 
FITCH 
Non esiste nessun organo che le controlli. I loro ricavi dipendono dalle societa’ che chiedono loro le valutazioni. Se sono troppo severe nei confronti delle aziende rischiano di perdere il cliente.