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Gli illeciti amministrativi nel codice della strada



Per le violazioni amministrative del codice della strada la contestazione si concretizza con la redazione e la consegna di copia del verbale al conducente trasgressore e con la notifica del verbale 
al proprietario del veicolo quale obbligato in solido. 
In generale è ammesso il pagamento ridotto entro 60 giorni per una somma pari al valore minimo edittale della violazione . Non è tuttavia ammesso il pagamento ridotto quando il conducente non si arresta all’alt, quando rifiuta di esibire i documenti di circolazione, quando è prevista la sanzione accessoria della confisca del veicolo. 
Quando l’infrazione comporta una sanzione accessoria (fermo, sequestro o rimozione del veicolo o ritiro dei documenti di circolazione), l’agente deve darne atto nel verbale ed indicare ove sarò custodito il veicolo o trasmessi i documenti. Analogamente, come si è già avuto modo di evidenziare, quando la violazione comporta la detrazione di punti l’agente deve farne menzione nel verbale. 
Un discorso in parte diverso vale per i conducenti i veicoli immatricolati esteri, i quali devono versare immediatamente a mani dell’agente la somma dovuta a titolo di pagamenti ridotto. In caso contrario, il conducente deve versare una cauzione pari alla somma dovuta sul titolo di pagamento ridotto nelle mani dell’agente, che ne fa menzione nel verbale. In mancanza viene disposto il fermo amministrativo del veicolo fino al versamento della somma dovuta e comunque non oltre 60 giorni. Le disposizioni dell’art. 207 si applicano anche ai veicoli immatricolati in Italia guidati da conducenti in possesso di patente non rilasciata da paese comunitario. 
In tema di notificazione delle violazioni l’art. 201, comma 1 c.d.s. dispone che la violazione, quando è possibile, deve essere immediatamente contestata. In mancanza della contestazione il verbale d’accertamento va notificato a conducente e trasgressore entro 150 gg. (360 per i residente all’estero). 
Il successivo comma 1/bis, aggiunto – come si è detto - di recente, prevede che la contestazione immediata non è necessaria e agli interessati sono direttamente notificati i verbali entro i termini di cui sopra nei seguenti casi: 
1. impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato a velocità eccessiva; 
2. attraversamento di intersezione col semaforo rosso; 
3. sorpasso vietato; 
4. a fronte di violazioni accertate in assenza di conducente e proprietario; 
5. accertamento con apparecchi gestiti dagli organi di polizia che consentono il rilievo a distanza dal posto d’accertamento; 
6. accertamento con dispositivi indicati dall’art. 7, comma 9, della legge n. 168 del 2002; 
7. rilevazione degli accessi di veicoli nelle zone a traffico limitato e nelle corsie riservate. 
Fuori dai casi indicati sopra, nei verbali di accertamento senza immediata contestazione deve essere indicato il motivo dell’impossibilità alla contestazione immediata. La non chiara indicazione dei motivi della mancata contestazione può costituire causa di nullità del verbale. Nei casi 2 – 6 – 7 non è necessaria la presenza dell’agente se la rilevazione è effettuata con strumento tecnico omologato. 
Su questo punto è intervenuto anche il c.d. decreto Bersani. Tale atto ha previsto che per la tutela della salute e dell’ambiente e per una adeguata mobilità urbana, i Comuni possono disciplinare accesso, transito e fermata nei centri abitati tenendo conto delle specificità dei veicoli, stabilendo anche, eventualmente, per ragioni di sicurezza, orari in cui è vietata la fermata. Queste infrazioni possono essere rilevate senza contestazione immediata, anche mediante rilevazione fotografica nel rispetto della normativa sulla privacy.