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Diritto di recesso: obblighi informativi



Il recesso è l’atto unilaterale con cui una parte può sciogliere unilateralmente il vincolo contrattuale per disposizione di legge o del contratto medesimo. 
Nella vendita fuori dai locali commerciali, il diritto di recesso, o diritto di ripensamento, previsto a tutela del consumatore, è sancito dall’art. 64 del Codice secondo disposizioni comuni alla vendita a distanza e che per tale motivo saranno illustrate in seguito. 
Il diritto di sciogliersi dal contratto serve a garantire al consumatore la possibilità di meditare “a freddo” sull’acquisto posto in essere, in modo che le rispettive posizioni dei contraenti vengono (almeno in parte) riequilibrate. Al consumatore viene, così, riconosciuta la possibilità di valutare la convenienza dell’affare sia in relazione all’oggetto dell’acquisto che sotto al profilo della sua regolamentazione giuridica. Chi vende fuori dai locali commerciali deve informare per iscritto il consumatore dell’esistenza del diritto di recesso e delle modalità con cui esercitarlo, perché, se la conoscenza di esso fosse lasciata alla possibilità del cittadino di apprendere i propri diritti mediante la lettura della Gazzetta Ufficiale o alla pur doverosa e meritoria opera di diffusione della conoscenza svolta dalle Associazioni dei Consumatori, le norme del decreto sarebbero assai raramente invocate. L’art. 47 del Codice stabilisce perciò che l’operatore commerciale ha l’obbligo di informare il consumatore in ordine al diritto di recesso che la disciplina in commento gli attribuisce in conformità all’idea per cui il consumatore è un soggetto debole anche perché disinformato. Nel caso di specie, gli obblighi di informazione servono a garantire che il consumatore sia messo effettivamente in condizione di esercitare i diritti che la legge gli attribuisce. Questa informazione, in primo luogo, va fornita per iscritto, e deve indicare termini, modalità ed eventuali condizioni per l’esercizio del diritto di recesso. Ciò vuol dire che l’acquirente deve essere edotto in ordine al momento finale entro il quale l’atto di recesso può essere posto in essere, ai modi di esercizio del diritto (lettera raccomandata a.r., fax, ecc..) e alla relative condizioni. Si precisa che tali indicazioni potranno essere validamente disciplinati nel contratto solo ove la relativa regolamentazione sia più favorevole al consumatore rispetto a quanto stabilito dalla legge. L’informativa, qualora sia contenuta, come sempre avviene, nei moduli che il professionista predispone e fa sottoscrivere al consumatore, deve avere caratteri almeno della stessa grandezza delle altre clausole, dalle quali deve essere separata, non potendo essere posta “alla rinfusa” in mezzo ad altre condizioni generali che la occultino o la rendano meno visibile. La clausola di recesso, in altri termini, non può essere scritta in piccolo ma deve essere ben evidenziata. La Corte di Cassazione, intervenuta recentemente sul tema, partendo dal presupposto che questa clausola deve restare separata dalle altre, per renderla più chiara, trasparente e immediata, ha precisato che non è ammissibile che la clausola sia inserita in un contesto uniforme di clausole di apparente pari rilevanza, ed inserite secondo una sequenza numerata e che, in relazione all’evidenza grafica della informazione questa deve avere caratteri grafici eguali o superiori a quelli degli altri elementi indicati nel documento. La clausola deve anche essere completa, nel senso che essa deve riportare, in modo chiaro l’indicazione del soggetto nei cui riguardi va esercitato il diritto di recesso ed il suo indirizzo o, se si tratta di società o altra persona giuridica, la denominazione e la sede della stessa. Una copia del contratto deve essere consegnata al consumatore, altrimenti sarebbe facile vanificare lo scopo della legge. L’operatore commerciale, poi, non può pretendere dal consumatore, a titolo di corrispettivo, l’emissione di titoli cambiari con scadenza inferiore a giorni 15 dalla stipulazione del contratto, né potrà presentarli allo sconto prima di tale termine.