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Contratti stipulati a distanza



Gli artt. 50 e seguenti del Codice recepiscono il d. lgs. 22 maggio 1999, n. 185 disciplinando una fattispecie particolare di contratti negoziati fuori dai locali commerciali, ovvero i contratti a distanza. Si tratta di tutti quegli accordi conclusi senza la presenza fisica del venditore, quali ad esempio per telefono, fax, radio, televendite, e soprattutto via internet o posta elettronica (c. d. commercio elettronico): sono invece esclusi, benché manchi la presenza dell’operatore, gli acquisti tramite distributore automatico, le vendite all’asta, i contratti aventi ad oggetto beni immobili o servizi finanziari e i contratti con gli operatori telefonici conclusi mediante telefoni pubblici. 
L’art. 52 del Codice reca un elenco di informazioni, essenziali per il consumatore, che l’operatore commerciale è tenuto a far conoscere, per iscritto, prima della conclusione del contratto e riguardano l’identità e l’indirizzo fisico del venditore, il prezzo del bene, le spese di consegna, l’esistenza (o l’eventuale inesistenza, se si tratta di un caso di esclusione) e le modalità di esercizio del diritto di recesso, la durata dell’offerta, ecc. Per il commercio elettronico, a queste informazioni devono essere aggiunte quelle indicate nell’art. 12 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. 
Per le vendite a distanza, l’art. 54 del Codice prevede anche che la prestazione del professionista debba essere eseguita entro 30 giorni ove non diversamente disposto dal contratto. 
Le norme viste sinora sulle vendite a distanza (obblighi di informazione e termine per l’adempimento) nonché quelle sul recesso di cui si dirà a breve hanno tuttavia un campo di applicazione che subisce alcune restrizioni. In particolare, esse non si applicano ai contratti di fornitura di generi alimentari o bevande per uso domestico al domicilio del consumatore e per gran parte dei contatti turistici, relativi alla fornitura di alloggio, trasporti, ristorazione e tempo libero, quando la prestazione deve essere eseguita in una data precisa o in un determinato periodo. Il solo diritto di recesso non trova invece applicazione rispetto alla fornitura di servizi che sia iniziata, con l’accordo del consumatore, prima della scadenza del termine di recesso, ovvero per beni su misura o comunque personalizzati ovvero deperibili, a prodotti o servizi il cui prezzo sia legato alla fluttuazione dei cambi, a giornali, periodici e riviste, od infine per prodotti informatici sigillati quando siano stati aperti dal consumatore (in quanto potrebbe averli illegalmente copiati e poi voler recedere per non pagare neppure il corrispettivo). 
In tutti questi casi si applicano invece alcune altre importanti norme in tema di vendita a distanza. Così è per il divieto di fornitura non richiesta (art. 57 del Codice), nel qual caso la mancata risposta del consumatore non può mai determinare la valida conclusione del contratto e per le norme sul pagamento mediante carta (art. 56 del Codice), che danno diritto al consumatore di rivolgersi direttamente all’istituto che ha messo la carta di pagamento per farsi stornare le somme che egli dimostri essergli state illegittimamente addebitate dal professionista.